martedì 30 settembre 2003

E' inutile negarlo. Continuo a pensarti, a domandarmi che cosa stai facendo..
Ogni volta che ritorno fra le nostre strade, sotto quei portici che furono nostri.
Mi e' impossibile arrestare il ricordo di te che sorridi e socchiudi gli occhi sottili.
L'altra sera ho ritrovato quella finestrella che da sul canale, la luna si rifletteva
sull'acqua che scorre incessante sotto la citta', proprio come le nostre vite,
che scorrono incessanti come due corsi d'acqua paralleli, destinati a non incontrarsi
mai piu' prima di giungere al mare.
L'ultima tua foto mi piace parecchio, sorridi mentre stringi le braccia al collo di lui. Si vede
che sei felice davvero. Il mio masochismo m'impedisce di pensare che con me avresti
potuto esserlo altrettanto.
Eppure quella domenica mattina sembravi cosi' felice. E anche io lo ero, svegliandomi
accanto a te che ancora dormivi.
E poi quell'effetto seppia.. tutto cio' che rimane della tua stanza, del tuo sorriso per me
e della nostra domenica. Lo stesso effetto lo ritrovo nella tua foto e mi piace pensare
che ti sia ispirata a me...




Le fu offerto il mondo intero. Ella rifiutò e se ne andò. Era come un gatto col gomitolo, una ballerina che danza attorno ad un granello di sabbia. Non aveva dimora: viveva in una palla di polvere, giocando con l'universo senza saper di giocare.

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