lunedì 24 novembre 2003

Ancora un'altro giorno di pioggia.


Rigagnoli d'acqua che scorrono lungo tetti di metallo dei palazzi. Gocce sporche che s'infrangono scrosciando sul terreno.
La mia vita scorre dritta su binari prefissati da qualcuno che non sono io. Un treno che corre sotto la pioggia fitta e incessante verso non si capisce bene quale direzione.
Prigioniero nella cabina di guida, cerco di attivare scambi che mi portino verso qualche stazione, dove possa
fermarmi e scendere.
Lavarmi questi vestiti zuppi di amarezza e lasciandomi andare sopra una seggiola di legno asciugarmi al
tepore buono di un camino, assaporare la vista di una pentola sul fuoco. Respirando ogni molecola del profumo di casa, come per imprimerla in ogni minuscola cellula delle mie narici.
Contemplare il letto non piu' vuoto e il tuo corpo avvolto nelle soffici coperte di lana. Lasciar passare le ore
senza piu' preoccuparmene, mentre guardo i tuoi capelli sognando di affondarci dentro il mio viso fino a sentire il contatto con la pelle liscia.

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