mercoledì 14 aprile 2004

è un mese che non scrivo
ma non è cambiato molto.
I giorni sono un susseguirsi monotono
di copie sempre uguali..
Penso molto. Sopratutto al fatto che
non riesco a intrecciare più rapporti con nessuno.
Quasi fossi sceso a patti con la mia solitudine.
Penso che in fondo sto bene da solo. So bene che
sto mentendo a me stesso, eppure faccio progetti
campati in aria di uscire da questo isolamento volontario.
Progetti che non realizzo mai e rimangono eterei.
Forse ho solo troppa paura del distacco, tale da evitarne
anche il presupposto.
Forse sono abbastanza testardo da pensare che esistano
persone che non sono fabbricate in serie, con lo stampino.
E che un giorno le incontrerò e ci troveremo subito bene.
Forse ho paura di averle già incontrate, queste persone
e di non essere riuscito a rimanergli vicino. Per colpa mia.
Non lo so.
Continuo a pensare e a lasciare che i giorni passino in fretta
e con loro le settimane e i mesi.
Avvento. L'attesa di qualcosa che non arriva mai. L'attesa
di qualcosa che forse non esiste.O forse è esistita ma ora
non più.
Non lo so.
Non so più nulla. Mi limito ad aspettare. Senza sapere bene
nemmeno io che cosa.

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