martedì 24 agosto 2004

La mia vita sta nuovamente per accellerare il ritmo.
Ancora poche ore e poi un tubo metallico riempito d'aria
imprimerà al mio corpo e al sedile che lo contiene una spinta
fortissima, portandolo, forse, dall'altra parte del mondo, quella
dove immaginiamo che le persone camminino a testa in giù. Quella
dove si arriva nei cartoni animati quando si scava una buca
profondissima che attraversa il pianeta.
Forse. In fondo, il fragile tubo metallico potrebbe semplicemente
disintegrarsi in aria e trasformarsi nel giro di pochi istanti
in rottami in caduta libera nel letto del vento...
Davvero a qualcuno importerebbe se questo "diario" non venisse
più aggiornato? Se di me non si sapesse più nulla? Non lo so.
Forse a qualcuno importerebbe, per un breve lasso di tempo. Poi,
la vita continua e i fiori sulla mia lapide, se mai ce ne fosse una,
seccherebbero e la mia esistenza, tutto ciò che ho vissuto e provato fin'ora,
scomparirebbe, inutile e senzanome tra le piaghe del tempo. In fondo non ho
fatto nulla che sia degno di essere tramandato nei secoli.
Ho cercato di aiutare qualcuno, quasi sempre con scarsi risultati.
E' superbo e presuntuoso da parte mia desiderare che qualcuno si ricordi di me.
Non ci sarà nessuno ad abbracciarmi all'aeroporto, prima di attraversare la zona che
delimita quelli che rimangono a terra con il naso all'insù da quelli che si
alzeranno in volo.
In parte è giusto che sia così. Il motivo principale di questo viaggio è proprio
mettere una linea di demarcazione, dire a me stesso: posso staccarmi dalle persone
che mi vogliono bene e camminare da solo, lontano centinaia di migliaia di kilometri
per oltre due settimane, e sopravvivere. Il loro affetto non cambierà. Non si saranno
dimenticati di me, al mio ritorno. Una specie di simulazione di morte temporanea..
Tutto quello che succederà dopo, se ci sarà un dopo, è lontano, nascosto da un banco di nebbia fitta che lo fa sembrare impossibile, irreale.
E' lì, ma i passi da compiere per arrivarci sono tanti e difficili che sembra quasi non debba mai arrivare. A cominciare da oggi pomeriggio. Il decimo incontro.. quello decisivo: Addio o arrivederci? Cosa succederà dopo?
Penserò che è stato tutto inutile o mi sentirò cresciuto o peggio, non sentirò nulla?
Vorrei che qualcuno mi facesse una sorpresa giovedì e venisse a salutarmi in aeroporto, ad abbracciarmi stretto e farmi sentire che gli mancherò.. in fondo però io non l'ho mai fatto
per nessun'altro, quindi perchè aspettarsi che succeda?

1 commento:

Anonimo ha detto...

grazie Halie.. *