domenica 24 ottobre 2004

Che cosa resterà di me

Lo sai che più s'invecchia
più affiorano ricordi lontanissimi
come se fosse ieri
mi vedo a volte in braccio a mia madre
e sento ancora i teneri commenti di mio padre.
I pranzi le domeniche dai nonni
le voglie e le esplosioni irrazionali
i primi passi, gioie e dispiaceri.
La prima goccia bianca che spavento
e che piacere strano
e un innamoramento senza senso
per legge naturale a quell'età.
I primi accordi su di un organo da chiesa in sacrestia
ed un dogmatico rispetto
per le istituzioni.

Che cosa resterà di me
del transito terrestre
di tutte le impressioni
che ho avuto in questa vita.

Mi piacciono le scelte passionali
quella saggezza pratica che si tramanda il popolo
adoro quando sto lontano qualche settimana
quell'atmosfera che ritrovo ritornando qui in Emilia
figlio di un pensiero rosso e partigiano.
Di recente ho qualche fremito diverso sul creato.
Anch'io a guardarmi bene vivo da millenni
e vengo dritto dalla civiltà più alta dei Sumeri
dall'arte cuneiforme degli scribi
e dormo spesso dentro a un sacco a pelo
perché non voglio perdere i contatti con la terra.

Che cosa resterà di me
del transito terrestre
di tutte le impressioni
che ho avuto in questa vita.

Che cosa resterà di noi
del transito terrestre
di tutte le impressioni
che abbiamo in questa vita

Lucio Dalla, Che cosa resterà di me

giovedì 21 ottobre 2004

Per ogni cosa c'è la sua stagione, c'è un tempo per ogni situazione sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che si è piantato, un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per far cordoglio e un tempo per danzare, un tempo per gettare via pietre e un tempo per raccogliere pietre; un tempo per abbracciare e un tempo per astenerci dagli abbracci, un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttare via, un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare, un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace... Dio ha fatto ogni cosa bella nel suo tempo; ha persino messo l’eternità nei loro cuori... Ho compreso che tutto quello che Dio fa per sempre; non vi si può aggiungere nulla e nulla vi si può togliere.

(Ecclesiaste 3:1-17)

martedì 19 ottobre 2004

In questa notte calda di ottobre, apriti cuore
non stare li in silenzio senza dir niente
non ti sento, non ti sento, da troppo tempo non ti sento
e ti ho tenuto lontano dalla gente
quanti giorni passati senza un gesto d'amore
con i falsi sorrisi e le vuote parole.
Ho perfino pensato in questa notte di Ottobre
di buttarti via......di buttarti via
ah lo so il cuore non e' un calcolo
freddo e matematico
lui non sa dov'e' che va
sbaglia si ferma, e riprende
e il suo battito non e' logico
e' come un bimbo libero
appena dici che non si fa
lui si volta e si offende
non lasciarlo mai solo come ho fatto io
lascia stare il potere, il denaro non e' il tuo Dio
o anche tu rimarrai senza neanche un amico
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
Cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente...di niente
anche davanti a questo cielo nero di stelle,
e ce ne sono stanotte di stelle, forse miliardi, cuore non parli?
o sono io che non sento e per paura di ogni sentimento
cinico e indifferente faccio finta di niente
ma non ho più parole in questa notte di ottobre
sento solo lontano un misterioso rumore
e' la notte che piano si muove, e tra poco esce il sole

Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente

Lucio Dalla, Apriti cuore

venerdì 15 ottobre 2004

Dal piacere nasce il dolore dal piacere nasce il timore: per chi è libero dal piacere non esiste il dolore: di che cosa dovrebbe avere timore?

Dhammapada

martedì 5 ottobre 2004

Noi, i cuori, siamo terrorizzati al solo pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia. Perchè, quando ciò accade, noi ne soffriamo intensamente.

Quando abbiamo davanti agli occhi dei grandi tesori non ce ne accorgiamo mai. E sai perchè? Perchè gli uomini non credono ai tesori.

Paulo Coelho, L'alchimista

Grazie Lu:*