Continuava le sue giornate e cercava di rallentare ogni gesto, ogni azione. Non è possibile che sia tutto qui, si diceva. Non è possibile sopravvivere. Aspettare che qualcosa cambi, aspettare e basta.
Le sembrava talmente difficile passare le sue giornate da sola quando il tempo pareva restare incollato e quando nessuno la chiamava. Faceva mille numeri di telefono, si lavava diverse volte e metteva in ordine. Non sapeva dove andare, non sapeva se restare. Pensava che le sue giornate fossero vuote e dure, come la pietra. Pensava alla sue solitudine e alla sua vita che era fatta di tanto tempo così, tempo perso e senza scopi.
Da Non è niente di Ilaria Bernardini
domenica 24 luglio 2005
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento