Noi partiamo un mattino con il cervello in fiamme, con il cuore gonfio di rancori e di desideri amari, e andiamo, cullando al ritmo delle onde il nostro infinito sul finito dei mari. Alcuni sono lieti di fuggire una patria infame, altri l'orrore della loro nascita, altri ancora -astrologhi sperduti negli occhi di una donna- la tirannica Circe dai pericolosi profumi.
Ma i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per partire; cuori leggeri, simili agli aerostati, essi non si separano mai dalla loro fatalità, e senza sapere perché, dicono sempre "Andiamo!" I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
Quel kranio fosforescente del Baudelaire
giovedì 21 luglio 2005
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