lunedì 22 ottobre 2007

Two years of Love (and still counting!)


Sono passati già due anni, mi sembra ieri che scrivevo il post
per il nostro primo anniversario. La nostra intensa vita ci
scorre tra le mani e spesso non ce ne accorgiamo, presi come
siamo dai pensieri sul lavoro, la nuova casa, le preoccupazioni
per tua mamma, cosa mangeremo, come saremo e tutto il flusso di
coscienza abituale.

Invece è arrivato e anche se non potremo festeggiarlo in perfetta
letizia è ugualmente un traguardo importante.
Fra poco ti riabbraccerò in stazione e ti riporterò nel nostro
piccolo rifugio.
E allora non avremo bisogno di parole ma basteranno i nostri sguardi,
il nostro calore a renderci felici. Felici dei traguardi raggiunti
e di tutti quelli che ci aspettano per essere affrontati.
Assieme, come sempre.

giovedì 18 ottobre 2007

sabato 6 ottobre 2007

Dopo il lungo inverno



Dopo il lungo inverno la terra rinasce
il sole scalda il grande albero
Scaccia gli spettri e il gelo alle radici
è calore, è risveglio, è un giorno di primavera...


Modena City Ramblers, Dopo il lungo inverno

mercoledì 3 ottobre 2007

Bagliori di casa



Non sarà un castello, non sarà la migliore possibile,
ma è *solo nostra*

E tutta da riempire, come noi vorremo.

martedì 18 settembre 2007

domenica 16 settembre 2007

Grazie papà

Ciao papà,
ho pensato che venerdì ho dimenticato di ringraziarti per quello che hai fatto.
So che ti è costato tanto decidere per una volta di non impormi quello
che tu pensavi
fosse la cosa giusta per il mio bene e lasciarmi andare per la mia
strada. So che questa
volta ti è costato più di tutte le altre volte. E volevo dirti grazie
per questo. Per avere avuto,
se non fiducia in me, almeno la speranza che le cose possano andare bene.
Spero di non deluderti. Sarebbe imperdonabile da parte mia, viste
tutte quelle volte in cui
l'ho già fatto, non trovi?
Scusami se non te l'ho detto di persona, ma forse è megli così. Potrai
stampare queste
mie parole e conservarle assieme a tutte le altre che ti ho scritto.
Grazie papà, ti voglio bene. Non dimenticarlo. Come io non lo dimenticherò.

venerdì 14 settembre 2007

L'ora è giunta

Ancora un paio di ore e poi sarà il momento di vergare
la mia firma sul documento ufficiale che mi renderà
proprietario della nostra nuova casa...

Quante ansie, quante paure.. quali sconvolgimenti porterà nelle nostre
piccole vite quotidiane questo cambiamento?




I've always thought
that I would love to live by the sea
To travel the world alone
and live my life more simply
I have no idea what's happened to that dream
Cos there's really nothing left here to stop me

It's just a thought, only a thought

But if my life is for rent and I don't learn to buy
Well I deserve nothing more than I get
Cos nothing I have is truly mine




E le parole della canzone di Dido, da domani
non mi riguarderanno più. Mi fa strano, ma sono felice.
Sono felice che sia così.

martedì 31 luglio 2007

Mi perdo tra le trame fitte
del nostro Amore
i suoi angoli hanno un che di inventato
le sue superfici cangianti
distolgono il mio sguardo
attratto dai suoi colori sempre nuovi

Le nostre parole catartiche e liberatorie
mi scuotono l'anima
appesantita dalla vita quotidiana
che a volte mi allontana dall'essenza di te

Ogni volta però ritorno
al tuo riparo
a volte con lacrime dolorose
a volte con i denti bianchi di sorriso

Mi accogli con occhi
lacustri di compresione
a cui non so resistere

Questo Amore
brilla come un cristallo
infranto nella notte
buia


TI amo ieri ora e per sempre

Francesca

giovedì 19 luglio 2007

Buon compleanno blog


Sono passati quattro anni e un paio di giorni, da quel lontano Giovedì di quattro anni fa, quando decisi di aprire questo blog.
Molte cose sono cambiate: La mia vita innanzitutto, poiché è di questo che si parla in codesto blog. A volte grazie a preziosi consigli di determinate persone, altre grazie a sonore bastonate che la vita sa dare, al momento opportuno. Altre ancora, grazie a curiose coincidenze di luoghi e stati d'animo e vissuti simili e.

Quello che so è che tra

24 Luglio 2005

Continuava le sue giornate e cercava di rallentare ogni gesto, ogni azione. Non è possibile che sia tutto qui, si diceva. Non è possibile sopravvivere. Aspettare che qualcosa cambi, aspettare e basta.
Le sembrava talmente difficile passare le sue giornate da sola quando il tempo pareva restare incollato e quando nessuno la chiamava. Faceva mille numeri di telefono, si lavava diverse volte e metteva in ordine. Non sapeva dove andare, non sapeva se restare. Pensava che le sue giornate fossero vuote e dure, come la pietra. Pensava alla sue solitudine e alla sua vita che era fatta di tanto tempo così, tempo perso e senza scopi.

Da Non è niente di Ilaria Bernardini


e

Carpe diem (17 agosto 2005 addì 11:49)


For the first time in my life, I know what I want to do! And for the first time, I'm going to DO IT! Whether my father wants me to or not! Carpe diem!

Da L'attimo fuggente


si nasconde la riflessione prima e la decisione poi, sul fatto che in quel modo non si poteva più andare avanti. E tutto ciò di buono che con essa è venuto.

La consapevolezza che si, hai preso la decisione giusta. Svegliarsi finalmente in compagnia, imparare ad assaporare la vita tranquilla accanto alla persona che ami e le battaglie da affrontare *assieme*: il lavoro, la casa, il futuro..

In tutto questo, il blog è stato come un grafico, un solco sul cammino da poter ripercorrere a ritroso tutte le volte che ne ho bisogno; per accorgermi che "quel giorno ero in questo punto" e "quell'altro giorno ero più su" oppure "più giù" e da questo imparare dai miei errori e dalle mie scelte e non sbagliare più. O almeno, sbagliare meno. Si, insomma. Speriamo.

venerdì 11 maggio 2007

Io ho un Dio, da sempre. L’ho incontrato in famiglia, nelle serate dei campi scout, nelle favole di Gianni Rodari, nelle poesie di Padre Turoldo, in quel poster dove “le scarpe che non porti, sono le scarpe di chi è scalzo, il pane che non mangi è il pane dell’affamato”, nella “lettera ad un bambino” di Marcello Bernardi. Un Dio sorridente, ironico, direi satirico. Prende in giro i sessuofobi, i prepotenti e gli integralisti di qualsiasi ideologia politica o religiosa. Dio di “Ama e fa ciò che vuoi”, e chi se ne importa se sei etero o omosessuale. Ride di un uomo col megafono e dei mille più mille e più che lo applaudono. E’ incazzato con chi sfrutta i deboli, i bambini, con chi li scandalizza, lasciandoli senza giochi, senza cibo, senza genitori, senza vita. E’ incazzato con chi fa le guerre, coi serial killer da milioni di morti. E’ Dio che non si manifesta nel vento impetuoso, ma nella brezza leggera, impercettibile, che arriva a volte d’estate in serata. E’ riflessivo Dio, sa che il mondo è complesso: “ragioni” è sempre plurale, almeno in una piccola significativa parte. Gode della gioia finanche del più piccolo tra gli uomini (che anche da qui puoi sentirne la fragorosa risata), ma piange con chi piange, con chi è disperato, la sua mano, a volte impotente, tenta di accarezzarne, discreto e presente, la spalla. Hai voglia a dire che però poi è risorto. E’ Dio che conosce la sofferenza, è Dio perdente, è morto, per questo così vicino agli uomini, ognuno perdente, ognuno democraticamente prossimo alla morte. Ma Dio bandisce la tristezza, il calvario è “collocazione provvisoria”, e torna a ridere, insieme a te, a satirizzare sul mondo, grottesco ed amato. E’ Dio libero ed ama la sua e tua libertà, anche quando non gli piace, al limite ti prende per il culo. Ma poi, se vuoi, riflette insieme a te e a volte trova compromessi, perché sa della nobiltà della parola compromesso, avendo già parlato della complessità della vita. E ritorna ad incontrarti nello sguardo curioso e attento di un figlio, e di un altro bambino silenzioso o in delirio che ti è vicino al lavoro, e nell’amore con la tua donna. Ti chiama lui, se non lo chiami. E’ solo Dio, e ha bisogno di parlare. Come stasera. Ma mi ha preso bene eh. Il discorso finisce sui guai del mondo, le ingiustizie, le guerre, il terrore. Ascolta silenzioso, come sempre discreto, poi prova a replicare cercando speranze, satire riflessive seppur amare, ma lo incalzo raccontandogli di quanti lo tirino in ballo per proclamare la verità assoluta di un dio senza compromessi, senza altri nomi, e poi quanti si fanno scudo di lui per coprire guerre e terrore, spezzandolo in occidentale o orientale, di quanti morti, di quanti oppressi, di quanti orfani, di quanti papà e mamma senza figli. Respira ansimando, rabbioso e depresso, ma mi rimane silenzioso vicino. Lo saluto, toccandogli la spalla, “vado a dormire” dico. Non si muove e rompe il suo silenzio chiedendomi: “posso rimanere qui?”. Si accomoda sul lettone e ogni tanto lo sento, nel suo sonno, toccarmi i capelli per sapere se ci sono. Ecco ora di giorno cammina dietro di me e di tanto in tanto mi tocca i capelli cercando riparo. Poi tenta di riprendermi la mano per tornare ad essere lui che rassicura. Certo è complicato risorgere una volta, figuriamoci due, ma è determinato e la sua determinazione mi ridà fiducia e la mia fiducia accresce la sua determinazione. E’ orgoglioso, diamine, e tornerà presto a prendere per il culo gli uomini col megafono, ridando speranza e fiducia nel lavoro, ognuno come può, per quei santi compromessi che prevedono la vita come obiettivo. Altro che la bestemmia delle guerre sante o delle guerre giuste.

MauroBiani 19-7-'05

lunedì 30 aprile 2007

non ho fatto nulla per meritarti. ma sei qui.

Grow old along with me!
The best is yet to be,
The last of life, for which the first was made (…)

Robert Browning, da Rabbi Ben Ezra, in Dramatis Personae, 1864

venerdì 20 aprile 2007

Quando saremo due

Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.

Erri De Luca

martedì 17 aprile 2007

Aspettando l'estate

L'allegrezza del vento fuga i cattivi pensieri
mentre ogni ombra fugge via le giornate si accorciano

La sera i fuochi inondano i dintorni di luce

La tristezza non prevale su me
col canto la tengo lontana
le giornate si allungano
sto aspettando l'estate

Anche se non ci sei tu sei sempre con me
per antiche abitudini
perchè ti rivedrò dovunque tu sia

Aspettando l'estate all'ombra dell'ultimo sole
sospeso tra due alberi a immaginare
l'estasi dei momenti d'ozio
voglio riscoprire aspettando l'estate

Anche se non ci sei tu sei sempre con me
e sono ancora sicuro che io ti rivedrò
dovunque tu sia

Franco Battiato

venerdì 30 marzo 2007

Haiku

Le mie membra
oscillano al buio
in cerca di anfratti sicuri
che solo la forma
del tuo corpo
sa custodire

la combinazione
segreta che schiude
le porte d'oro
del mio cuore
che giace
nel porto sicuro
dentro al tuo petto

protetto come
il guscio di una
conchiglia ti
avvolgo
e riparo dalle
onde del male

mercoledì 21 marzo 2007

Una chiesetta nei Pirenei

Subito dopo il lancio di L’alchimista, dovetti passare un po’ di tempo fuori dal Brasile. Ma, visto che il libro era appena uscito, il mio editore all’epoca non si mostrava molto entusiasta e io vivevo preoccupato per ciò che stava accadendo nel mio paese.
Un bel giorno, in una chiesetta nei Pirenei, m’imbattei in un testo inciso su una parete. Ebbi la certezza che quel messaggio era rivolto a me, lo copiai sul mio taccuino di viaggio e mi misi a ripetere quelle frasi tutte le mattine. A poco a poco, il mio stato d’animo cominciò a pacificarsi e potei finalmente godermi il viaggio.

Ecco ciò che era scritto nella piccola cappella:

Se tu fossi realmente un bambino, un vero bambino, invece di preoccuparti di ciò che non puoi fare, contempleresti in silenzio la Creazione. E ti abitueresti a guardare con tranquillità il mondo, la natura, la storia e il cielo.


Se tu fossi realmente un bambino, in questo momento staresti cantando l’allelulia per le cose che ti sono davanti. Allora, libero dalle tensioni, dalle paure e dalle domande inutili, approfitteresti di questo tempo per attendere, curioso e paziente, il risultato delle cose nelle quali hai tanto investito il tuo amore

(Carlos Caretto, eremita italiano).

Da Warrior of the light


venerdì 23 febbraio 2007

Torno in questa landa spezzata dal lavoro,
coi suoi brandelli di nebbia soffocante,
torno in questa pianura sempre uguale
e ad una vita che è soltanto mia,
fatta di sussuri amorevoli,
di abitudini splendide
e di passione confidenziale.

E' questa ormai la mia terra,
è questo il suolo in cui verso
il mio sudore,
è questo il luogo in cui la mia anima
finalmente ha trovato la sua collocazione
sentimentale
dopo tanto
peregrinare.


Per te che rendi anche i luoghi più brutti
splendenti di luce

martedì 20 febbraio 2007

L'errore è di volere una vita immobile. Si vuole che il tempo si fermi, che l'amore sia eterno, che niente muoia mai, per crogiolarsi in una perenne infanzia. Si costruiscono muri per proteggersi e sono quei muri che un giorno diventano una prigione. Ora che vivo con Alice, non costruisco più pareti. Prendo ogni secondo di lei come un regalo. Mi accorgo che si può essere nostalgici del presente. Mi capita di vivere momenti così meravigliosi che mi dico : "Ehi! Un giorno tutto questo lo rimpiangerò: non devo mai dimenticarmi di questo istante, per poterci ripensare quando tutto andrà male." Scopro che per restare innamorati è necessaria una parte inafferrabile in ciascuno. Bisogna rifiutare la piattezza, non nel senso di inventarsi emozioni artificiali e stupide, ma di sapersi stupire di fronte al miracolo di ogni giorno. Essere generosi e semplici. Si è innamorati il giorno in cui si mette il dentifricio su uno spazzolino che non è il proprio. Soprattutto ho imparato che per essere felici bisogna essere stati molto infelici. Senza apprendistato del dolore, la felicità non è solida. L'amore che dura tre anni è quello che non si è inerpicato sulle montagne o frequentato i bassifondi, quello che è caduto dal cielo bell'e pronto. L'amore dura soltanto se conosciamo il prezzo, e conviene pagare in anticipo, se no si rischia di saldare il conto a posteriori. Non siamo stati preparati alla felicità perchè non siamo stati abituati all'infelicità. Siamo cresciuti nella religione della comodità. Bisogna sapere chi si è e chi si ama. Bisogna essere compiuti per vivere una storia incompiuta. Non so cosa il passato mi riserva (come diceva Sagan), ma vado avanti, nel terrore meravigliato, perchè non ho altra scelta, vado avanti, meno incurante di un tempo, ma vado avanti comunque, vado avanti nonostante tutto, vado avanti e vi giuro che è bello.
Facciamo l'amore nell'acqua traslucida di una cala deserta. Balliamo sotto le verande. Flirtiamo in un vicolo male illuminato bevendo Marqués de Càceres. Non smettiamo mai di mangiare. E' la vita vera, insomma. Quando l'ho chiesta in sposa, Alice ha avuto una risposta piena di tenerezza, di romanticismo, di finezza, di bellezza, di dolcezza e di poesia:
"No".

Dopodomani, saranno tre anni che vivo con lei.


(L'amore dura tre anni, Frederic Beigbeder)

venerdì 16 febbraio 2007

Questo amore

Questo amore

Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato

Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo

Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio

Tremante di paura come un bambino quando è buio

Così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte

Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire

Questo amore tenuto d'occhio
Perché noi lo tenevamo d'occhio

Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi lo abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori
Negato cancellato

Questo amore tutto intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole

È il tuo amore

È il mio amore

È quel che è stato

Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata

Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l'estate

Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci

Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora

Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere

Il nostro amore non si muove

Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Saldo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino

Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire

E io l'ascolto tremando

E grido

Grido per te

Grido per me

Ti supplico

Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati

Oh si gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco

Resta dove sei
Non andartene via

Resta dov'eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare

Noi che ci siamo amati non t'abbiamo
Dimenticato

Tu non dimenticarci

Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati

Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita

Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo

Jacques Prévert