L'errore è di volere una vita immobile. Si vuole che il tempo si fermi, che l'amore sia eterno, che niente muoia mai, per crogiolarsi in una perenne infanzia. Si costruiscono muri per proteggersi e sono quei muri che un giorno diventano una prigione. Ora che vivo con Alice, non costruisco più pareti. Prendo ogni secondo di lei come un regalo. Mi accorgo che si può essere nostalgici del presente. Mi capita di vivere momenti così meravigliosi che mi dico : "Ehi! Un giorno tutto questo lo rimpiangerò: non devo mai dimenticarmi di questo istante, per poterci ripensare quando tutto andrà male." Scopro che per restare innamorati è necessaria una parte inafferrabile in ciascuno. Bisogna rifiutare la piattezza, non nel senso di inventarsi emozioni artificiali e stupide, ma di sapersi stupire di fronte al miracolo di ogni giorno. Essere generosi e semplici. Si è innamorati il giorno in cui si mette il dentifricio su uno spazzolino che non è il proprio. Soprattutto ho imparato che per essere felici bisogna essere stati molto infelici. Senza apprendistato del dolore, la felicità non è solida. L'amore che dura tre anni è quello che non si è inerpicato sulle montagne o frequentato i bassifondi, quello che è caduto dal cielo bell'e pronto. L'amore dura soltanto se conosciamo il prezzo, e conviene pagare in anticipo, se no si rischia di saldare il conto a posteriori. Non siamo stati preparati alla felicità perchè non siamo stati abituati all'infelicità. Siamo cresciuti nella religione della comodità. Bisogna sapere chi si è e chi si ama. Bisogna essere compiuti per vivere una storia incompiuta. Non so cosa il passato mi riserva (come diceva Sagan), ma vado avanti, nel terrore meravigliato, perchè non ho altra scelta, vado avanti, meno incurante di un tempo, ma vado avanti comunque, vado avanti nonostante tutto, vado avanti e vi giuro che è bello.
Facciamo l'amore nell'acqua traslucida di una cala deserta. Balliamo sotto le verande. Flirtiamo in un vicolo male illuminato bevendo Marqués de Càceres. Non smettiamo mai di mangiare. E' la vita vera, insomma. Quando l'ho chiesta in sposa, Alice ha avuto una risposta piena di tenerezza, di romanticismo, di finezza, di bellezza, di dolcezza e di poesia:
"No".
Dopodomani, saranno tre anni che vivo con lei.
(L'amore dura tre anni, Frederic Beigbeder)
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