mercoledì 22 ottobre 2008

Towards the wedding carpet

Buongiorno amore mio, mi sveglio accanto a te,
Sei mille girasoli in un paesaggio di Van Gogh,
Nei chiaroschuri di questa città

Ho un pò di nostalgia, vedrai mi passerà, se resteremo uniti

Dimmi che tu sei felice insieme a me,
che il tempo non ha mai cambiato nemmeno una virgola quello che c'è
dimmi che tu senti viva insieme a me,
e il tempo non ha cancellato nemmeno un momento passato con te...

Buongiorno amore mio sei un quadro di Monet,
Tra mille sfumature tutte da dipingere...
solo con te respiro libertà

La vita è fantasia, la mia creatività,
Come una musica nell'aria

Dimmi che tu sei felice insieme a me,
che il tempo non ha mai cambiato nemmeno una virgola quello che c'è
dimmi che tu senti viva insieme a me,
che tutto l'amore che sento è in questa canzone che canto per te...

Simone Cristicchi, Monet

lunedì 22 settembre 2008

Mesiversario

martedì 22 luglio 2008

venerdì 4 luglio 2008

Quando l'amore vi fa cenno, seguitelo,
Benchè le sue strade siano aspre e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Benchè la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
E quando vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino...


K. Gibran (Il Profeta)

martedì 22 aprile 2008

Giri di boa

Due anni e sei mesi dopo...

La casa è ormai quasi pronta, mancano giusto i mobili e poi potremo cominciare a viverci dentro, anche se continua a non sembrarci vero.
E oggi si decide anche del futuro di una nostra cara amica. Lei forse ha già deciso se resterà o meno nella nostra città o cambierà vita e lavoro trasferendosi in Umbria.
E da questa decisione dipenderà anche un pezzetto del nostro futuro, della qualità della vita
lavorativa e non di Francesca. Delle nostre prossime ferie.

Giri di boa.

Per noi e per gli altri, che orbitano attorno a noi come tanti piccoli satelliti
e attorno ai quali orbitiamo noi, satelliti a nostra volta. Subendo le influenze gravitazionali, le maree e assorbendone parte degli umori. I nostri cugini che tornano in Europa, Silvia che forse torna a casa. I miei che forse, ma
speriamo di no, si trasferirebbero a Milano. Chiara che aspetta l'amore. Loredana la mappa dei geni. Colleghi che vanno. Colleghi che arrivano. I governi che cambiano.
Giri di boa, dicevamo.
E intanto festeggiamo questi due anni e mezzo di Amore. Di felicità come mai l'avremmo neanche immaginata e di ansie, risate, lacrime a volte dolci e a volte meno. Ma sempre vere.
Vissute.

Sei mesi dopo l'anello non siamo ancora sposati. Ohibò! Ma cominciamo a pensarci, più con la
coda dell'occhio che guardando davanti. Mentre gli altri aspettano da noi chissà quali annunci,
noi ce la ridiamo, sotto le coperte.

Felici così come siamo.

mercoledì 9 aprile 2008

L'ombra della luce

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente
quando il mio percorso, si fa incerto.

E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!

Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
E' tempo di lasciare questo ciclo di vite.

E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai!

Perché le gioie del più profondo affetto
o dei più lievi aneliti del cuore
sono solo l'ombra della luce.

Ricordami, come sono infelice,
lontano dalle tue leggi
come non sprecare il tempo che mi rimane.

E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!

Perché la pace che ho sentito in certi monasteri
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa
sono solo l'ombra della luce.

Franco Battiato, L'ombra della luce

giovedì 14 febbraio 2008

L'amore è




Finire assieme Super Mario World

mercoledì 23 gennaio 2008

A te


A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magìa
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
E a te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

Jovanotti - A te




lunedì 7 gennaio 2008

Città piena di niente

E dove le persone magari non erano buone o erano buone ma troppo sporche perché si vedesse. E magari ormai pensavano solo cose orribili. Pensavano solo ai soldi, tantissimi o pochissimi, agli autobus troppo pieni, al treno sporco con cui andare al lavoro e ai bambini che non avevano posti dove giocare. Pensavano a quando si erano immaginati a mille miglia di anni luce da lì, e avevano detto si può vivere meglio di così, io vivrò meglio di così, e poi però non avevano fatto niente per scappare. O non erano riusciti anche se avevano fatto di tutto. E allora pensavano rancore, pensavano rabbia e una tristezza così grande che neanche la chiamavano più così. E anche tu pensavi rancore e tutto il resto. Allora sollevavi lo sguardo e volevi urlare facciamo qualcosa. Volevi dire possiamo ancora salvarci! Possiamo! Ma non avevi abbastanza voce. E improvvisamente neanche più voglia di dire niente di simile. Perché non era vero che vi sareste salvati. Non potevate proprio salvarvi. Allora ti mettevi a correre, sbattendo contro le persone, i muri, non fermandoti ai rossi e travolgendo passeggini, biciclette, tutto.

Ilaria Bernardini, Città piena di niente