E mentre tutto questo avveniva, molti dei nostri amici più cari sono stati colpiti da grandi sofferenze o da lutti.
Non mi era mai capitato di avvertire in modo così forte la percezione dei nostri amici che ci guardano come quelli fortunati, quelli a cui tutto sta andando incredibilmente bene. E di provare una grande paura per questo. Paura per la consapevolezza che non c'è alcun motivo sensato per cui non avrebbe potuto capitare anche a noi quello che è capitato a loro. E disagio, perché non è capitato a noi, ma a loro. E per quanto desiderio possiamo avere e sforzi possiamo fare per aiutarli e cercare di essere loro vicini, tutto questo ci separa, ci mette inevitabilmente su due piani di vita diversi. Se prima eravamo, come si dice, tutti sulla stessa barca, ora noi siamo sulla barca di quelli che stanno per diventare genitori, in compagnia quasi esclusiva di gente nuova. Soli, per molti aspetti. Davanti a noi le gioie e i dolori della paternità e maternità. E le abissali paure che tutto ciò comporta.
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