Giovane amico che canti con me
Nessun nemico mi porterà via da te
nessuna guerra, nè bandiera, nessun inganno mai
mio giovane amico rimangono i tuoi guai.
E se la strada un giorno ti sembrerà più dura
è mano nella mano che si vince la paura;
è solo nel ricordo, è solo col coraggio di tanti grandi eroi minori
e s' alza il canto e noi non siamo soli
e noi non siamo soli.
La voglia di cantare, la voglia di cambiare
a volte può finire sai
ma tutti insieme non finiremo mai.
Sole caldo e sangue rosso sull'asfalto
è il cuore di Palermo che adesso vola in alto,
è il cuore dei ragazzi
di tutti questi santi di cui ti scordi sempre il nome
e s' alza il canto e nasce una canzone nasce una canzone...
Antonello Venditti, Eroi minori
dedicata a Fabio
mercoledì 25 agosto 2004
Cammina solo
Non rappresento che me stesso perchè questo sono, se sbaglio mi perdono, prima di essere MC sii uomo mi ripeto, fa 1000 passi indietro e il risultato è che non mi sento per niente arrivato, anzi sto bene anche a cibarmi degli avanzi dei padroni sazi e mi piglio spazi se me li concedono, sennò me li lascio fottere: detesto combattere, che vuoi farci? E' carattere! Sbattere testa contro le porte è il mio forte, sono il gallo da spennare per chi bara alle carte, giullare di corte messo a morte e poi salvato da una chance; lascerei la musica ma sta stronza mi fa le avances e non resisto, mi do in pasto alla lingua che mastico, investo in testi che vesto di stracci e mi riduco al lastrico, nella testa un mistico richiamo, poema indiano che mi prende per mano e mi dice: "Andiamo!" Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo. Detesto l'odio ma l'ho visto venir fuori dagli occhi di alcuni interlocutori, hanno motivi loro e i loro sguardi sono come lastre di ghiaccio, si scioglieranno a poco a poco al fuoco di ciò che faccio. Se il rancore resta onestamente non mi resta niente da fare che alzare i tacchi e andare, menare, via, cullarmi nel tepore di ogni mano che ha stretto la mia, avere Dio come terapia: sarà la miopia ma faccio fatica a inquadrare la retta via, voglio te per compagnia, portami in balia della gente, dove c'è amore, lì sarò presente anch'io. Ti cedo il posto mio: non è per vincere che vivo ma per ardere, perciò se dovrò perdere lasciatemi perdere e avrò perso, cosciente che non sono né peggiore né migliore di nessuno finchè sarò diverso. Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo. Se mi ritrovo sull'incudine, sotto un martello di solitudine, colpo su colpo come un polpo sullo scoglio muoio, ma ci farò l'abitudine. Se non lo sai cominciai per scherzo, come un bimbo immobile nell'automobile con le mani sullo sterzo verso nuovi orizzonti, sopra e sotto i ponti, davanti a piatti pronti, pagato con assegni fatti di saldi e sconti. Tra re, regine e fanti cercai clemenza, mò non vado in vacanza prima di aver lasciato una testimonianza di ciò che sono, coi miei tanti nomi, le contraddizioni; appartengo ad una strana scena: quella degli esseri umani. Credo ai meriti che conquisto, credo in Cristo perchè l'ho visto, credo al rischio dell'incomprensione, credo nelle persone, nella consolazione, nella mia devozione, in ogni azione pacifica: detesto l'astio che ramifica, la cassa che lo amplifica, canto il mio Magnificat come un pazzo a mare e monti, ignoranti e colti, sperando che qualcuno ascolti. Se non rispondono al tuo appello, cammina solo, cammina solo.
Caparezza, Cammina solo
Caparezza, Cammina solo
martedì 24 agosto 2004
La mia vita sta nuovamente per accellerare il ritmo.
Ancora poche ore e poi un tubo metallico riempito d'aria
imprimerà al mio corpo e al sedile che lo contiene una spinta
fortissima, portandolo, forse, dall'altra parte del mondo, quella
dove immaginiamo che le persone camminino a testa in giù. Quella
dove si arriva nei cartoni animati quando si scava una buca
profondissima che attraversa il pianeta.
Forse. In fondo, il fragile tubo metallico potrebbe semplicemente
disintegrarsi in aria e trasformarsi nel giro di pochi istanti
in rottami in caduta libera nel letto del vento...
Davvero a qualcuno importerebbe se questo "diario" non venisse
più aggiornato? Se di me non si sapesse più nulla? Non lo so.
Forse a qualcuno importerebbe, per un breve lasso di tempo. Poi,
la vita continua e i fiori sulla mia lapide, se mai ce ne fosse una,
seccherebbero e la mia esistenza, tutto ciò che ho vissuto e provato fin'ora,
scomparirebbe, inutile e senzanome tra le piaghe del tempo. In fondo non ho
fatto nulla che sia degno di essere tramandato nei secoli.
Ho cercato di aiutare qualcuno, quasi sempre con scarsi risultati.
E' superbo e presuntuoso da parte mia desiderare che qualcuno si ricordi di me.
Non ci sarà nessuno ad abbracciarmi all'aeroporto, prima di attraversare la zona che
delimita quelli che rimangono a terra con il naso all'insù da quelli che si
alzeranno in volo.
In parte è giusto che sia così. Il motivo principale di questo viaggio è proprio
mettere una linea di demarcazione, dire a me stesso: posso staccarmi dalle persone
che mi vogliono bene e camminare da solo, lontano centinaia di migliaia di kilometri
per oltre due settimane, e sopravvivere. Il loro affetto non cambierà. Non si saranno
dimenticati di me, al mio ritorno. Una specie di simulazione di morte temporanea..
Tutto quello che succederà dopo, se ci sarà un dopo, è lontano, nascosto da un banco di nebbia fitta che lo fa sembrare impossibile, irreale.
E' lì, ma i passi da compiere per arrivarci sono tanti e difficili che sembra quasi non debba mai arrivare. A cominciare da oggi pomeriggio. Il decimo incontro.. quello decisivo: Addio o arrivederci? Cosa succederà dopo?
Penserò che è stato tutto inutile o mi sentirò cresciuto o peggio, non sentirò nulla?
Vorrei che qualcuno mi facesse una sorpresa giovedì e venisse a salutarmi in aeroporto, ad abbracciarmi stretto e farmi sentire che gli mancherò.. in fondo però io non l'ho mai fatto
per nessun'altro, quindi perchè aspettarsi che succeda?
Ancora poche ore e poi un tubo metallico riempito d'aria
imprimerà al mio corpo e al sedile che lo contiene una spinta
fortissima, portandolo, forse, dall'altra parte del mondo, quella
dove immaginiamo che le persone camminino a testa in giù. Quella
dove si arriva nei cartoni animati quando si scava una buca
profondissima che attraversa il pianeta.
Forse. In fondo, il fragile tubo metallico potrebbe semplicemente
disintegrarsi in aria e trasformarsi nel giro di pochi istanti
in rottami in caduta libera nel letto del vento...
Davvero a qualcuno importerebbe se questo "diario" non venisse
più aggiornato? Se di me non si sapesse più nulla? Non lo so.
Forse a qualcuno importerebbe, per un breve lasso di tempo. Poi,
la vita continua e i fiori sulla mia lapide, se mai ce ne fosse una,
seccherebbero e la mia esistenza, tutto ciò che ho vissuto e provato fin'ora,
scomparirebbe, inutile e senzanome tra le piaghe del tempo. In fondo non ho
fatto nulla che sia degno di essere tramandato nei secoli.
Ho cercato di aiutare qualcuno, quasi sempre con scarsi risultati.
E' superbo e presuntuoso da parte mia desiderare che qualcuno si ricordi di me.
Non ci sarà nessuno ad abbracciarmi all'aeroporto, prima di attraversare la zona che
delimita quelli che rimangono a terra con il naso all'insù da quelli che si
alzeranno in volo.
In parte è giusto che sia così. Il motivo principale di questo viaggio è proprio
mettere una linea di demarcazione, dire a me stesso: posso staccarmi dalle persone
che mi vogliono bene e camminare da solo, lontano centinaia di migliaia di kilometri
per oltre due settimane, e sopravvivere. Il loro affetto non cambierà. Non si saranno
dimenticati di me, al mio ritorno. Una specie di simulazione di morte temporanea..
Tutto quello che succederà dopo, se ci sarà un dopo, è lontano, nascosto da un banco di nebbia fitta che lo fa sembrare impossibile, irreale.
E' lì, ma i passi da compiere per arrivarci sono tanti e difficili che sembra quasi non debba mai arrivare. A cominciare da oggi pomeriggio. Il decimo incontro.. quello decisivo: Addio o arrivederci? Cosa succederà dopo?
Penserò che è stato tutto inutile o mi sentirò cresciuto o peggio, non sentirò nulla?
Vorrei che qualcuno mi facesse una sorpresa giovedì e venisse a salutarmi in aeroporto, ad abbracciarmi stretto e farmi sentire che gli mancherò.. in fondo però io non l'ho mai fatto
per nessun'altro, quindi perchè aspettarsi che succeda?
lunedì 23 agosto 2004
riflessioni del mattino
Perché un addio si compia c'è sempre bisogno di un rito. Perché il rito sia liberatorio è necessaria la musica. E perché la musica si sposi col rito devi semplicemente mettere la tua.
Magnolia
lentamente scivola
la tua mano su di te
quel tanto che basta per trasformare
ogni carezza in un gemito
ti guardo accaldata contorcerti
tra le lenzuola umide
golosa ed implacabile
forza fammi male fin che vuoi
lo sai…
Pioggia io sarò per toglierti la sete
e sole salirò per asciugarti bene
vento arriverò per poterti accarezzare
ma se vuoi se tu vuoi
tra fango e neve fango e neve impazzirò.
Ti ammiro per come ti approcci
a questi anni mutevoli
mi piace quel tuo senso pratico
la tua forza e l’ironia
i cieli neri intorno a noi
sono soltanto nuvole
che dolcemente soffi via
e niente può far male più lo sai
lo sai…
Pioggia io sarò
per toglierti la sete
e sole salirò per asciugarti bene
vento arriverò per poterti accarezzare
ma se vuoi
se tu vuoi
tra fango e neve
fango e neve impazzirò
impazzirò
Finché pioggia diverrò per toglierti la sete
e sole salirò per asciugarti bene
vento arriverò per poterti accarezzare
ma se vuoi se tu vuoi
tra fango e neve fango e neve impazzirò
vieni con me ad insegnarmi a camminare a insegnarmi a respirare
fino alla fine fino alla fine fino alla fine del mondo
Negrita, Magnolia
la tua mano su di te
quel tanto che basta per trasformare
ogni carezza in un gemito
ti guardo accaldata contorcerti
tra le lenzuola umide
golosa ed implacabile
forza fammi male fin che vuoi
lo sai…
Pioggia io sarò per toglierti la sete
e sole salirò per asciugarti bene
vento arriverò per poterti accarezzare
ma se vuoi se tu vuoi
tra fango e neve fango e neve impazzirò.
Ti ammiro per come ti approcci
a questi anni mutevoli
mi piace quel tuo senso pratico
la tua forza e l’ironia
i cieli neri intorno a noi
sono soltanto nuvole
che dolcemente soffi via
e niente può far male più lo sai
lo sai…
Pioggia io sarò
per toglierti la sete
e sole salirò per asciugarti bene
vento arriverò per poterti accarezzare
ma se vuoi
se tu vuoi
tra fango e neve
fango e neve impazzirò
impazzirò
Finché pioggia diverrò per toglierti la sete
e sole salirò per asciugarti bene
vento arriverò per poterti accarezzare
ma se vuoi se tu vuoi
tra fango e neve fango e neve impazzirò
vieni con me ad insegnarmi a camminare a insegnarmi a respirare
fino alla fine fino alla fine fino alla fine del mondo
Negrita, Magnolia
venerdì 20 agosto 2004
L'importanza del sonno condiviso: pensieri di un bambino
Testo tratto da "Genitori di giorno e di notte" di William Sears, M.D.. La leche league.
C' era una volta un bambino che dormiva con sua madre. Prima che nascessi, pensava il bambino, non vedevo l' ora che arrivasse la sera, quando la mamma si allontanava da tutti quei rumori esterni e io potevo stare tranquillo e addormentarmi con i suoni a cui mi ero abituato e che ormai amavo, i suoni della mia mamma. Prima di nascere dormivamo insieme ed era stupendo. Quando sono nato, il mio posto per dormire è cambiato, mia madre no. Eravamo ancora insieme di notte così come lo eravamo stati per nove mesi prima. Era agitato per questo nuovo mondo che ancora non capivo, ma di notte non avevo paura: dormivo insieme alla mia mamma e stavo bene. Mi piace la notte. Di giorno la mamma ha tante cose da fare, ma di notte non è così occupata, è sempre presente e posso abbracciarla e poppare al suo seno tutte le volte che ho fame. Ho un pancino piccino e il latte della mamma è così facile da digerire che non rimango sazio per molto. Ho bisogno di mangiare molto spesso, ma siccome la mamma dorme insieme a me, io non rimango affamato a lungo e sto proprio bene. Non conosco nessun posto migliore per dormire se non con la mamma. Ho saputo che la zia Nancy mi ha comprato un bel lettino, con degli animali di plastica che si muovono quando io li tocco e delle campanelline che suonano quando le tiro. Alcuni pensano che i bambini dovrebbero dormire nei lettini, ma non penso che a me piacerebbe. Quel lettino non si muove, nè parla nè canta, cigola soltanto, ed è buio e duro e solitario. Chi rimarrebbe lì svegliandosi? Mi piace cercare la mamma di notte arrivando a toccarla; mi piace la sensazione del suo corpo e dei suoi suoni. La zia Nancy è davvero carina, ma non le diciamo che a me non piacciono i lettini. La mamma dice che potrò buttarci i giocattoli quando divento grande, potrebbe essere un' ottima gabbia per i miei orsetti e gli elefantini. Continuerò a dormire con la mamma, sto troppo bene. Sto diventando proprio grande ora, serve molta energia per crescere, quindi mangio di più. E' bello che la mamma sia a portata di mano per tutta la notte, perchè ho veramente bisogno di tutto quel buon latte. Il latte della mamma ha un gusto migliore di notte, forse perchè lei è così rilassata. Mi sveglio spesso, giusto per controllare che tutto sia a posto; poi poppo un pochino, ma senza disturbare nessuno. Potrò crescere davvero velocemente perchè non devo sciupare energie in preoccupazioni. e comunque, sono troppo piccolo per preoccuparmi, inoltre, non devo preoccuparmi perchè dormo insieme alla mia mamma e sto bene. A volte lei ha una giornata dura e ha difficoltà ad addormentarsi, ma io comincio subito a poppare e, sapete cosa succede? Lei comincia ad aver sonno e qualche volta si addormenta profondamente prima di me. Ci aiutiamo a vicenda a dormire; siccome io dormo con la mamma, lei si sente meglio. Qualche volta anch'io ho una brutta giornata e una brutta nottata, divento ansioso e sono agitato. I dentini nuovi mi fanno male, il sederino mi brucia, il naso è tutto chiuso. ( I bambini hanno bisogno di avere il naso libero per respirare, sapete.) Quando non sto bene, è consolante sapere di poter toccare la mamma o il babbo. Prendo un pò di latte e poi mi riaddormento, e tutti stiamo meglio. Gli amici di mia madre le danno sempre dei libri da leggere che dicono che lei non dovrebbe correre da me tutte le volte che piango. Utilizzano parole orripilanti come manipolazione; la mamma non fa altro che ridere dicendo che invece di leggere i libri, lei legge il suo bambino. E' certo che sono contento che ascolta me; ogni volta di più diventa una madre migliore. Dormiamo insieme, abbiamo fiducia l' uno nell' altra e stiamo bene. Mi piace andare a letto, ricevo tante attenzioni. Non c'è nessun altro intorno, solo la mamma, il babbo ed io. Il nostro letto non è niente di speciale, ma c'è abbastanza spazio per tutti e tre. La mamma dice alla nonna di non spendere troppi soldi per delle cose eccentriche per me. Mi ha regalato un orsacchiotto che faceva gli stessi suoni di una mamma, ma non sembrava mia madre, e quando lo abbracciavo non faceva niente. Perchè un bambino dovrebbe abituarsi ai suoni della madre di altri? Il mio orsacchiotto preferito è la mia mamma, che mi stringe quando io mi avvicino a lei. Di notte dormiamo insieme e ci tocchiamo, così stiamo bene. In questi giorni sto conoscendo meglio il mio papà. Non ero sicuro che gli piacesse dormire con me, all' inizio, lui è così grande ed io sono così piccolo che tutti e due avevamo qualche timore. Del resto, qualche mese fa facevo una gran confusione; una notte papà è arrivato persino a dire alla mamma che era giunto il momento di farmi dormire in quel lettino orribile. Ma a me piace davvero dormire con papà e ora piace anche a lui dormire con me. Non lo vedo molto di giorno, ha molto da fare con il suo lavoro, quindi è bello stare con lui di notte, almeno dormiamo insieme. Quando ho bisogno di qualcosa non devo mai piangere a lungo o troppo forte per attirare l' attenzione, anche se voglio soltato essere abbracciato o sentire la voce di qualcuno che mi parla. Trascorro la maggior parte della giornata fra le braccia della mamma oppure nel marsupio stretto a lei. Sa che sono felice quando sono con chi mi ama. Non so proprio cosa farei se la mamma non mi prendesse su quando piango; probabilmente, ci rinuncerei e starei là in silenzio. ma so che al mondo c'è qualcosa di meglio. come potrei mai sentirmi bene se la mamma mi lasciasse solo al buio? Tutto sembra perfetto quando dormiamo insieme. Quando un giorno crescerò e andrò via da casa mia, mi sposerò e avrò dei bambini miei. E sapete dove dormiranno? Con me, naturalmente. Ci sono alternative? Dormiremo insieme e staremo bene.
C' era una volta un bambino che dormiva con sua madre. Prima che nascessi, pensava il bambino, non vedevo l' ora che arrivasse la sera, quando la mamma si allontanava da tutti quei rumori esterni e io potevo stare tranquillo e addormentarmi con i suoni a cui mi ero abituato e che ormai amavo, i suoni della mia mamma. Prima di nascere dormivamo insieme ed era stupendo. Quando sono nato, il mio posto per dormire è cambiato, mia madre no. Eravamo ancora insieme di notte così come lo eravamo stati per nove mesi prima. Era agitato per questo nuovo mondo che ancora non capivo, ma di notte non avevo paura: dormivo insieme alla mia mamma e stavo bene. Mi piace la notte. Di giorno la mamma ha tante cose da fare, ma di notte non è così occupata, è sempre presente e posso abbracciarla e poppare al suo seno tutte le volte che ho fame. Ho un pancino piccino e il latte della mamma è così facile da digerire che non rimango sazio per molto. Ho bisogno di mangiare molto spesso, ma siccome la mamma dorme insieme a me, io non rimango affamato a lungo e sto proprio bene. Non conosco nessun posto migliore per dormire se non con la mamma. Ho saputo che la zia Nancy mi ha comprato un bel lettino, con degli animali di plastica che si muovono quando io li tocco e delle campanelline che suonano quando le tiro. Alcuni pensano che i bambini dovrebbero dormire nei lettini, ma non penso che a me piacerebbe. Quel lettino non si muove, nè parla nè canta, cigola soltanto, ed è buio e duro e solitario. Chi rimarrebbe lì svegliandosi? Mi piace cercare la mamma di notte arrivando a toccarla; mi piace la sensazione del suo corpo e dei suoi suoni. La zia Nancy è davvero carina, ma non le diciamo che a me non piacciono i lettini. La mamma dice che potrò buttarci i giocattoli quando divento grande, potrebbe essere un' ottima gabbia per i miei orsetti e gli elefantini. Continuerò a dormire con la mamma, sto troppo bene. Sto diventando proprio grande ora, serve molta energia per crescere, quindi mangio di più. E' bello che la mamma sia a portata di mano per tutta la notte, perchè ho veramente bisogno di tutto quel buon latte. Il latte della mamma ha un gusto migliore di notte, forse perchè lei è così rilassata. Mi sveglio spesso, giusto per controllare che tutto sia a posto; poi poppo un pochino, ma senza disturbare nessuno. Potrò crescere davvero velocemente perchè non devo sciupare energie in preoccupazioni. e comunque, sono troppo piccolo per preoccuparmi, inoltre, non devo preoccuparmi perchè dormo insieme alla mia mamma e sto bene. A volte lei ha una giornata dura e ha difficoltà ad addormentarsi, ma io comincio subito a poppare e, sapete cosa succede? Lei comincia ad aver sonno e qualche volta si addormenta profondamente prima di me. Ci aiutiamo a vicenda a dormire; siccome io dormo con la mamma, lei si sente meglio. Qualche volta anch'io ho una brutta giornata e una brutta nottata, divento ansioso e sono agitato. I dentini nuovi mi fanno male, il sederino mi brucia, il naso è tutto chiuso. ( I bambini hanno bisogno di avere il naso libero per respirare, sapete.) Quando non sto bene, è consolante sapere di poter toccare la mamma o il babbo. Prendo un pò di latte e poi mi riaddormento, e tutti stiamo meglio. Gli amici di mia madre le danno sempre dei libri da leggere che dicono che lei non dovrebbe correre da me tutte le volte che piango. Utilizzano parole orripilanti come manipolazione; la mamma non fa altro che ridere dicendo che invece di leggere i libri, lei legge il suo bambino. E' certo che sono contento che ascolta me; ogni volta di più diventa una madre migliore. Dormiamo insieme, abbiamo fiducia l' uno nell' altra e stiamo bene. Mi piace andare a letto, ricevo tante attenzioni. Non c'è nessun altro intorno, solo la mamma, il babbo ed io. Il nostro letto non è niente di speciale, ma c'è abbastanza spazio per tutti e tre. La mamma dice alla nonna di non spendere troppi soldi per delle cose eccentriche per me. Mi ha regalato un orsacchiotto che faceva gli stessi suoni di una mamma, ma non sembrava mia madre, e quando lo abbracciavo non faceva niente. Perchè un bambino dovrebbe abituarsi ai suoni della madre di altri? Il mio orsacchiotto preferito è la mia mamma, che mi stringe quando io mi avvicino a lei. Di notte dormiamo insieme e ci tocchiamo, così stiamo bene. In questi giorni sto conoscendo meglio il mio papà. Non ero sicuro che gli piacesse dormire con me, all' inizio, lui è così grande ed io sono così piccolo che tutti e due avevamo qualche timore. Del resto, qualche mese fa facevo una gran confusione; una notte papà è arrivato persino a dire alla mamma che era giunto il momento di farmi dormire in quel lettino orribile. Ma a me piace davvero dormire con papà e ora piace anche a lui dormire con me. Non lo vedo molto di giorno, ha molto da fare con il suo lavoro, quindi è bello stare con lui di notte, almeno dormiamo insieme. Quando ho bisogno di qualcosa non devo mai piangere a lungo o troppo forte per attirare l' attenzione, anche se voglio soltato essere abbracciato o sentire la voce di qualcuno che mi parla. Trascorro la maggior parte della giornata fra le braccia della mamma oppure nel marsupio stretto a lei. Sa che sono felice quando sono con chi mi ama. Non so proprio cosa farei se la mamma non mi prendesse su quando piango; probabilmente, ci rinuncerei e starei là in silenzio. ma so che al mondo c'è qualcosa di meglio. come potrei mai sentirmi bene se la mamma mi lasciasse solo al buio? Tutto sembra perfetto quando dormiamo insieme. Quando un giorno crescerò e andrò via da casa mia, mi sposerò e avrò dei bambini miei. E sapete dove dormiranno? Con me, naturalmente. Ci sono alternative? Dormiremo insieme e staremo bene.
giovedì 19 agosto 2004
Ayrton
Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
e corro veloce per la mia strada
anche se non è più la stessa strada
anche se non è più la stessa cosa
anche se qui non ci sono piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se qui non ci sono sigarette e birra
che pagano per continuare
per continuare poi che cosa
per sponsorizzare in realtà che cosa.
E come uomo io ci ho messo degli anni
a capire che la colpa era anche mia
a capire che ero stato un poco anch'io
e ho capito che era tutto finto
ho capito che un vincitore vale quanto un vinto
ho capito che la gente amava me
potevo fare qualcosa
dovevo cambiare qualche cosa.
E ho deciso una notte di maggio
in una terra di sognatori
ho deciso che toccava forse a me
e ho capito che Dio mi aveva dato
il potere di far tornare indietro il mondo
rimbalzando nella curva insieme a me
mi ha detto "chiudi gli occhi e riposa"
e io ho chiuso gli occhi.
Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
e corro veloce per la mia strada
anche se non è più la stessa strada
anche se non è più la stessa cosa
anche se qui non ci sono i piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se forse non è servito a niente
tanto il circo cambierà città
tu mi hai detto "chiudi gli occhi e riposa"
e io adesso chiudo gli occhi...
Lucio Dalla, Ayrton
e corro veloce per la mia strada
anche se non è più la stessa strada
anche se non è più la stessa cosa
anche se qui non ci sono piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se qui non ci sono sigarette e birra
che pagano per continuare
per continuare poi che cosa
per sponsorizzare in realtà che cosa.
E come uomo io ci ho messo degli anni
a capire che la colpa era anche mia
a capire che ero stato un poco anch'io
e ho capito che era tutto finto
ho capito che un vincitore vale quanto un vinto
ho capito che la gente amava me
potevo fare qualcosa
dovevo cambiare qualche cosa.
E ho deciso una notte di maggio
in una terra di sognatori
ho deciso che toccava forse a me
e ho capito che Dio mi aveva dato
il potere di far tornare indietro il mondo
rimbalzando nella curva insieme a me
mi ha detto "chiudi gli occhi e riposa"
e io ho chiuso gli occhi.
Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
e corro veloce per la mia strada
anche se non è più la stessa strada
anche se non è più la stessa cosa
anche se qui non ci sono i piloti
anche se qui non ci sono bandiere
anche se forse non è servito a niente
tanto il circo cambierà città
tu mi hai detto "chiudi gli occhi e riposa"
e io adesso chiudo gli occhi...
Lucio Dalla, Ayrton
Non mi interessa
"Non mi interessa sapere qual’è il tuo mestiere...
Voglio sapere per che cosa si strugge i tuo cuore e se hai il coraggio di sognare l’incontro con ciò che esso desidera.
Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia... Mi interessa sapere se correrai il rischio di fare il pazzo per amore, per il tuo sogno, per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna...
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se le difficoltà della vita ti hanno portato ad aprirti oppure ... a chiuderti in te stesso nel timore di soffrire ancora! ...
Voglio sapere se sei capace di stare nel dolore, tuo o mio, senza far nulla per nasconderlo, o per allontanarlo, o cristallizzarlo.
Voglio sapere se sei capace di stare nella gioia, tua o mia, se puoi scatenarti nella danza e lasciare che l’estasi ti invada fino alla punta delle dita dei piedi o delle mani, senza esortarci ad essere prudenti o realistici, o consapevoli dei limiti umani.
Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera... Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per restare fedele a te stesso, e di non tradire mai la tua anima , a costo di lasciare che gli altri ti chiamino traditore.
Voglio sapere se puoi essere di parola, e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se sei capace di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non splende, e se puoi dare inizio alla tua vita sulle sponde di un lago, gridando "sì" al bagliore d’argento della luna piena.
Non mi interessa sapere dove vivi, né quanto denaro possiedi...
Voglio sapere se dopo una notte disperata di pianto sei capace di alzarti, così come sei, sfinito e con l’anima ricoperta di lividi, per metterti a fare quello che c’è da fare per i bambini.
Non mi interessa sapere chi conosci, nè come ti trovi qui... Voglio sapere se starai in piedi con me al centro del fuoco, senza tirarti indietro.
Non mi interessa sapere che cosa hai studiato, né con chi e neppure dove...
Voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro quando tutto il resto viene a mancare.
Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso, e se la tua compagnia ti piace veramente, nei momenti di vuoto"
(Oriah Mountain Dreamer)
Grazie ad Halie per avermela fatta scoprire
Voglio sapere per che cosa si strugge i tuo cuore e se hai il coraggio di sognare l’incontro con ciò che esso desidera.
Non mi interessa sapere quanti anni tu abbia... Mi interessa sapere se correrai il rischio di fare il pazzo per amore, per il tuo sogno, per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa sapere quali pianeti quadrano con la tua luna...
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se le difficoltà della vita ti hanno portato ad aprirti oppure ... a chiuderti in te stesso nel timore di soffrire ancora! ...
Voglio sapere se sei capace di stare nel dolore, tuo o mio, senza far nulla per nasconderlo, o per allontanarlo, o cristallizzarlo.
Voglio sapere se sei capace di stare nella gioia, tua o mia, se puoi scatenarti nella danza e lasciare che l’estasi ti invada fino alla punta delle dita dei piedi o delle mani, senza esortarci ad essere prudenti o realistici, o consapevoli dei limiti umani.
Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera... Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per restare fedele a te stesso, e di non tradire mai la tua anima , a costo di lasciare che gli altri ti chiamino traditore.
Voglio sapere se puoi essere di parola, e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se sei capace di trovare la bellezza anche nei giorni in cui il sole non splende, e se puoi dare inizio alla tua vita sulle sponde di un lago, gridando "sì" al bagliore d’argento della luna piena.
Non mi interessa sapere dove vivi, né quanto denaro possiedi...
Voglio sapere se dopo una notte disperata di pianto sei capace di alzarti, così come sei, sfinito e con l’anima ricoperta di lividi, per metterti a fare quello che c’è da fare per i bambini.
Non mi interessa sapere chi conosci, nè come ti trovi qui... Voglio sapere se starai in piedi con me al centro del fuoco, senza tirarti indietro.
Non mi interessa sapere che cosa hai studiato, né con chi e neppure dove...
Voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro quando tutto il resto viene a mancare.
Voglio sapere se puoi stare da solo con te stesso, e se la tua compagnia ti piace veramente, nei momenti di vuoto"
(Oriah Mountain Dreamer)
Grazie ad Halie per avermela fatta scoprire
mercoledì 18 agosto 2004
Uno pensa che la propria vita sia rimasta confinata in uno spazio troppo angusto. Una cittadina di poche migliaia di abitanti, una casa tanto anonima che si fa fatica a riconoscerla quando ci si torna, un televisore con le notizie dal mondo. Gli stessi pensieri tutti i giorni e un tono di grigio che sembra soffiato col vaporizzatore per come riesce a stendersi omogeneamente su tutto. Cosi' uno pensa che lasciando la propria casa sia possibile trovare una via di scampo, aprirsi a quello che c'e' fuori e diventare piu' grandi e dare senso al fatto che in qualche modo si e' ancora vivi, un senso che non sia un vero e proprio significato ma soltanto qualcosa d'imprevisto, di estraneo alle geometrie degli spazi angusti. Un incontro, magari. Una ragazza che ti sorride come fosse nata in quel preciso istante. Poi uno si chiede perche' mai una cosa del genere dovrebbe essere cosi' potente da cambiarti la vita e la risposta e' no, non la cambia affatto. E se anche la cambiasse, il cambiamento sarebbe solo una questione di densità: stesso spazio angusto, ma con una persona in più che invece di sorriderti come fosse appena nata ti lancia occhiate piene di risetimento. Però uno pensa pure che non e' mica detto, che non sta scritto da nessuna parte che gli incontri devono finire tutti allo stesso modo, ma se pure fosse, perche' farsi dei problemi su come andra' a finire, quando a quelllo ci pensano già le cose e gli amori? A finire cioè. Quand'è così, a uno viene da pensare che tutto sommato valga comunque la pena di partire. Di provare.
Un amore dell'altro mondo, Tommaso Pincio
Un amore dell'altro mondo, Tommaso Pincio
lunedì 16 agosto 2004
Certe volte guardo il mare, questo eterno movimento
Ma due occhi sono pochi per questo immenso
E capisco di essere solo, e passeggio dentro il mondo
E mi accorgo che due gambe non bastano per giralo e rigirarlo
E se è vero che ci sei, batti un colpo amore mio
Ho bisogno di dividere, tutto questo insieme a te
Certe volte guardo il cielo, i suoi misteri le sue stelle
Ma sono troppe le mie notti passate senza te, per cercare di contarle
E se è vero che ci sei, vado in cerca dei tuoi occhi io
Che non ho mai cercato niente, e forse niente ho avuto mai
È un messaggio per te, sto chiamandoti
Sto cercandoti, sono solo e lo sai
È un messaggio per te, sto inventandoti
Prima che cambi la luna e che sia primavera
E se è vero che ci sei, con i tuoi occhi e le tue gambe io
Riuscirei a girare il mondo e a guardare quell'immenso
Se è vero che ci sei, caccia via la solitudine di
Quest'uomo che ha capito il suo limite nel mondo
È un messaggio per te, sto chiamandoti
Sto cercandoti, sono solo e lo sai
È un messaggio per te, sto inventandoti
Prima che cambi luna e che sia primavera
Certe volte guardo il mare, questo eterno movimento
Ma due occhi sono pochi per questo immenso
E capisco di esser solo
Biagio Antonacci, Se è vero che ci sei
Ma due occhi sono pochi per questo immenso
E capisco di essere solo, e passeggio dentro il mondo
E mi accorgo che due gambe non bastano per giralo e rigirarlo
E se è vero che ci sei, batti un colpo amore mio
Ho bisogno di dividere, tutto questo insieme a te
Certe volte guardo il cielo, i suoi misteri le sue stelle
Ma sono troppe le mie notti passate senza te, per cercare di contarle
E se è vero che ci sei, vado in cerca dei tuoi occhi io
Che non ho mai cercato niente, e forse niente ho avuto mai
È un messaggio per te, sto chiamandoti
Sto cercandoti, sono solo e lo sai
È un messaggio per te, sto inventandoti
Prima che cambi la luna e che sia primavera
E se è vero che ci sei, con i tuoi occhi e le tue gambe io
Riuscirei a girare il mondo e a guardare quell'immenso
Se è vero che ci sei, caccia via la solitudine di
Quest'uomo che ha capito il suo limite nel mondo
È un messaggio per te, sto chiamandoti
Sto cercandoti, sono solo e lo sai
È un messaggio per te, sto inventandoti
Prima che cambi luna e che sia primavera
Certe volte guardo il mare, questo eterno movimento
Ma due occhi sono pochi per questo immenso
E capisco di esser solo
Biagio Antonacci, Se è vero che ci sei
mercoledì 11 agosto 2004
martedì 10 agosto 2004
domenica 8 agosto 2004
dialoghi
- il male secondo me non sta nel fatto che tu voglia lavorare con lei, ma
nel fatto che non accetti dentro di te di farlo da solo.
oppure nel fatto che vivendo per conto tuo, tu non ti senta libero, ma...
SOLO!
- Stiamo lavorando sulla paura dell'abbandono, sulla mia convinzione che
inevitabilmente non sono in grado di mantenere a lungo una relazione stabile. In realtà è una
sfiducia di fondo sulla possibilità di essere felici a lungo, in maniera stabile. Progressi
sotto questo aspetto non ce ne sono ancora e non potranno esserci facilmente, se ogni volta che
trovo una persona con cui mi trovo bene succede sempre qualcosa e la perdo o sono costretto ad
allontanarmene.
- fatti sempre tante domande. per esempio: perché non voglio staccarmi da lei? forse perché non
lo ritengo giusto? in che modo non lo ritengo giusto? perché faccio ugualmente
progressi? su cosa sto facendo progressi? sulla paura dell'abbandono? ...e
allora PERCHE' NON VOGLIO STACCARMI DA LEI?
...a me il discorso non fila...
ti si dice "non vedetevi". io pure lo credo giusto. credimi, non lo ritengo
bello ma non sempre la strada giusta è la più bella. insomma, ti consigliano
di non vederla ma tu la vedi lo stesso... allora che consigli vuoi dagli
altri? gli altri parlano secondo la loro esperienza. tu accetti o no quello che
dicono secondo la tua esperienza... è e sarà sempre così... non cercare cose
che non vuoi sentire.
- E' vero, ci è stato detto "non vedetevi", ma era stato detto fin'ora
da una sola persona, che non conosceva nessuno dei due e che si basava
sul concetto di transfert. Giusto, però il transfert parla di un deterioramento del rapporto
paziente-medico in cui sia il medico che il paziente hanno oltrepassato la soglia del
professionale e sono entrati nel personale. Nel mio caso sono stato solo io a oltrepassare la
soglia, devo dire che lei non ha mai fatto nulla che potesse essere frainteso..
- NO NO NO NO! stai guardando le cose fuori da te: lei non ha mai fatto, la terapia funziona, gli
altri ci dicono... vuoi essere sincero con te stesso??? nessuno ti può portare sulla via,
quella la devi percorrere da solo! e sono certa che questo lo sai già!
ecco perché devi staccarti dalle dipendenze, per portare l'attenzione dentro te e non fuori!
NESSUNO POTRA' MAI PERCORRERE IL CAMMINO INSIEME A TE! le conquiste si fanno soli, portando
dentro sé il bagaglio delle conoscenze, ottenute anche grazie agli interventi esterni, ma che
resteranno sempre e solo "carta stampata", pensieri e parole senza significato, se non le
guarderai dal di dentro.
E poi dici: "So bene che posso fare tutte queste cose da solo, che non ho bisogno di nessuno,
ma.. che gusto c'è? " ...come che gusto c'è? di che diavolo hai bisogno per essere felice? la
vita non la ami, questo è il problema.
...sai che tu ti aggrappi alla gente? non ti cercano perché quando sei con loro ti comporti
come se fossero la tua aria.
questo va bene, anzi benissimo, con gli amici più cari (vedi senpai, me, o ancora di più
lei, ecc...). però va malissimo con chi conosci poco e sente che stai invadendo il suo spazio
senza ragione, senza permesso. non lo fai coscentemente. ma lo fai.
suppongo che dopo averti detto questo, per non gettarti nella più profonda frustrazione, dovrei
anche dirti come fare... una regola precisa non ce l'ho, però prova a fare una cosa. nessuna
aspettativa. non partecipare al corso di teatro per non restare solo, non andare a correre per
dimagrire, ma fai le cose perché sei vivo. partecipa al corso di teatro. punto. vai a correre.
punto. se andrai al parco a correre e ti porterai i tuoi pensieri, come potrai soffermarti
sulla bellezza dell'erba? o anche sul grigiore dell'erba o quello che sia.
sono brutale, lo so. ma quando penso a quanta sofferenza mi è costato raggiungere questa
maniera di pensare, che poi in realtà è sempre stata davanti ai miei occhi, sento che chi come
me (o come te) si lascia andare al nulla, bestemmia la Vita! e mi fa rabbia. mi ha fatto rabbia
scoprirlo in me. mi fa rabbia vederlo negli altri (però sono più comprensiva ;-P ).
sabato 7 agosto 2004
Nord Sud Ovest Est
Ma perché sei andata via
Mi son persa nella notte
perché non m'hai detto che non eri mia
Non lo so
sarà il vento o sarai tu
la voce che risponde ai miei perché
Dai galoppa più che puoi
Corri vai non ti fermare
che di strada ce n'è ancora tanta sai
Si lo so
vedo una cantina che
mi potrà toglier sete e polvere
Lancio qualche peso al cantinero
Che non parla mai
accanto a me c'è un gringo, uno straniero
mi chiede "Man, dove vai?"
NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me
Tra deserto e prateria
Ma perché ti sei fermato
Ero stanco ed affamato, amica mia
Si lo so
le capanne, una tribù
dal basso lo stregone guarda in su
"Uomo bianco, vieni qui"
Stai attento non ci andare!
"Posso leggerti il futuro se lo vuoi"
Di di no!
Gli sorrido, dico "OK"
nei sassolini osserva i fatti miei
Viso pallido, ti sta ingannando
non la troverai
sono mesi che stai cavalcando
dimmi dove andrai
NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me
La città è in festa e tu
Finalmente sei arrivato
hai lo sguardo scuro non mi guardi più
Si lo so
il caballero accanto a te
perché ti sta abbracciando e guarda me
Accarezzo un po' la colt
Dio ti prego non lo fare!
poi mi giro, guardo il cielo, dove andrò
Adios, mi amor!
ballan tutti intorno a me
sotto i colori delle lampade
Ed il vento mi sta sussurrando
non ti fermerai
c'è qualcuno che ti sta aspettando
tu sai dove andrai
NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me
883, Nord Sud Ovest Est
Mi son persa nella notte
perché non m'hai detto che non eri mia
Non lo so
sarà il vento o sarai tu
la voce che risponde ai miei perché
Dai galoppa più che puoi
Corri vai non ti fermare
che di strada ce n'è ancora tanta sai
Si lo so
vedo una cantina che
mi potrà toglier sete e polvere
Lancio qualche peso al cantinero
Che non parla mai
accanto a me c'è un gringo, uno straniero
mi chiede "Man, dove vai?"
NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me
Tra deserto e prateria
Ma perché ti sei fermato
Ero stanco ed affamato, amica mia
Si lo so
le capanne, una tribù
dal basso lo stregone guarda in su
"Uomo bianco, vieni qui"
Stai attento non ci andare!
"Posso leggerti il futuro se lo vuoi"
Di di no!
Gli sorrido, dico "OK"
nei sassolini osserva i fatti miei
Viso pallido, ti sta ingannando
non la troverai
sono mesi che stai cavalcando
dimmi dove andrai
NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me
La città è in festa e tu
Finalmente sei arrivato
hai lo sguardo scuro non mi guardi più
Si lo so
il caballero accanto a te
perché ti sta abbracciando e guarda me
Accarezzo un po' la colt
Dio ti prego non lo fare!
poi mi giro, guardo il cielo, dove andrò
Adios, mi amor!
ballan tutti intorno a me
sotto i colori delle lampade
Ed il vento mi sta sussurrando
non ti fermerai
c'è qualcuno che ti sta aspettando
tu sai dove andrai
NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me
883, Nord Sud Ovest Est
giovedì 5 agosto 2004
mercoledì 4 agosto 2004
Chi non ha sognato mai
il grande amore
chi non l'ha trovato mai
e sogna ancora
e chi crede che non vale
più la pena di cercare
e che è solo un'illusione
tutta questa grande attesa
per il grande amore
E che non farebbe pazzie
sono solamente bugie
cosa c'è da vergognarsi
di soffrire e tormentarsi
e magari di rischiare
finanche di morire
per il grande amore
Siamo seri, molto bene concentrati
su traguardi più importanti
su problemi veri,
niente storie, favole e chimere
restiamo con i piedi per terra
non si può afferrare
una stella!...
Ma chi non ha sognato mai
il grande amore
e non lo inseguirebbe
una vita intera,
e chi cerca l'avventura
che duri solo una sera
e poi niente sentimenti
troppo ingombranti,
cose d'altri tempi ...
Edoardo Bennato, Afferrare una stella
il grande amore
chi non l'ha trovato mai
e sogna ancora
e chi crede che non vale
più la pena di cercare
e che è solo un'illusione
tutta questa grande attesa
per il grande amore
E che non farebbe pazzie
sono solamente bugie
cosa c'è da vergognarsi
di soffrire e tormentarsi
e magari di rischiare
finanche di morire
per il grande amore
Siamo seri, molto bene concentrati
su traguardi più importanti
su problemi veri,
niente storie, favole e chimere
restiamo con i piedi per terra
non si può afferrare
una stella!...
Ma chi non ha sognato mai
il grande amore
e non lo inseguirebbe
una vita intera,
e chi cerca l'avventura
che duri solo una sera
e poi niente sentimenti
troppo ingombranti,
cose d'altri tempi ...
Edoardo Bennato, Afferrare una stella
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